Riarrangiare

A cura di Renata Mallia

di Don Backy

Ecco tre puntate complete sul concetto di “stampelle artistiche”

Mi è capitato di parlare con persone amanti della musica leggera in generale – ovviamente – delle mie canzoni. A questo riguardo (le mie canzoni), mi è stato sempre rimproverato che io le abbia – diciamo così – ‘trascurate’, non riproponendole mai, magari rivestendole con nuovi arrangiamenti e tutto questo a beneficio (ipotetico) dei più giovani. Molti miei rispettabili colleghi, hanno compiuto questa operazione, magari trasformando – dico titoli a caso – Una lacrima sul viso o Cuore matto con ritmi da discoteca, ma non sono convinto del risultato ottenuto, almeno per quel che riguarda l’aspetto commerciale e – tutto sommato – nemmeno dal punto di vista dell’inserimento tra i più giovani, dei vetusti – quanto gloriosi – interpreti di quei brani. Per anni non ho mai voluto assoggettare le mie canzoni a questo tipo di ‘commercializzazione selvaggia’, resistendo a molti tentativi di convincimento. Un unico tentativo ho compiuto intorno all’anno 1984 (pentendomi amaramente in seguito), concedendo di rifare otto brani del mio illustre passato, con arrangiamenti diversi dagli originali, anche se lontani dalle mode commerciali dell’epoca, anzi cercando di rimanere legato a canoni privilegianti principalmente le armonie, rispetto alle ritmiche, rimaste sostanzialmente dentro i binari ‘classici’. Si, mi sono pentito amaramente anche di questo tentativo che – fortunatamente – misi in circolazione in pochissimi esemplari sotto forma di Cd, Mc e Lp e che intitolai Otto belle signore, quasi a voler convincere me stesso che esse non avrebbero perduto nulla della loro freschezza originale. E allora – mi chiederete – perché ti sei pentito di averlo fatto? Ve lo dico subito: è stato quando – finalmente uscito dallo stato di ‘trance’ che attanaglia noi cantanti quando entriamo in sala, dove tutta la nostra attenzione è rivolta a cercare di dare il meglio di noi stessi nella direzione che abbiamo intrapresa – ho riascoltato finalmente il prodotto finito, in relax. Improvvisamente non mi sono più ritrovato in quelle canzoni. Una insoddisfazione enorme mi ha pervaso. Di colpo, ho rivissuto un ricordo spiacevole. Ero andato a vedere un concerto di uno dei miei cantanti preferiti (sicuramente ‘il preferito’), del periodo del rock and roll: Little Richard. Già pregustavo i momenti straordinari che avrei trascorso riascoltando brani eterni quali Tutti frutti, Lucille, Send me some loving, The girl cant help it e tanti altri grandissimi successi. Già gongolavo al pensiero di come mi sarei sentito di nuovo ragazzo, ‘ritrovandomi’ come d’incanto insieme agli amici del Bar Renata, a sentirsi protagonisti della nascita di una nuova era. 

RadiocorriereTV n° 45 12/11/02