di Don Backy
Proviamo ad ipotizzare un criterio di selezione per un festival canoro
Avevo chiuso le mie considerazioni sulla commissione giudicante le canzoni presentate al Festival di Sanremo, con la promessa che avrei tentato di elaborare un ipotetico festival di canzoni. Mi sono messo a pensare – mentre terminavo di disegnare alcune tavole di Clanyricon (storia del Clan a fumetti) circondato dai miei gatti curiosi ( ho dedicato una canzone a questo fantastico animale, proprio sul mio prossimo Cd) – a come potrebbe essere articolato il suddetto regolamento, che non fosse condizionato da arzigogolamenti e sovrastrutture aggiuntesi con gli anni al festival nazionale più importante che è il Sanremo, appunto. Ne è venuta fuori una sequenza di utopie che mi ha anche divertito. Prima di raccontarvele però, voglio anticiparvi una pazzia che potrebbe elevare il pubblico a giudice unico sulla valutazione di canzoni, sulle quali si è abbattuta la sentenza negativa elaborata nel chiuso dei santuari privati. Se ci fosse una volontà in questo senso, si potrebbe ipotizzare una kermesse (immediatamente prima di quella sanremese), ala quale partecipassero le canzoni scartate proprio dalla commissione giudicante, al Festival di Sanremo. Forse si stimolerebbe nell’opinione pubblica, quei presupposti atti a creare un’attesa per poter paragonare e valutare in prima persona il valore dei brani estromessi. Che ne dite? E ora passiamo all’ipotetico regolamento. Si dà per stabilito che le canzoni partecipanti dovranno essere trenta. Venti di queste sarebbero da suddividere tra le case discografiche più grandi, magari decidendo le quote in base al fatturato o al numero di artisti o ad altre caratteristiche. Le rimanenti dieci, sarebbero appannaggio delle case discografiche più piccole o indipendenti (che non vi accedono mai), tratte da quelle iscritte o aderenti alle varie associazioni, che – essendo un numero cospicuo – giocherebbero le loro possibilità a rotazione, partendo – per esempio – da un ordine alfabetico (o altro sistema). In questo modo, anche per loro ci sarebbe una chance sicura (mediamente una volta ogni cinque anni) sempre che nel frattempo, altri discografici non decidessero di rinunciare per mancanza di proposte o altro I tempi di possibilità di partecipazione (per i più piccoli), sarebbero più brevi. La vecchia formula della coppia esecutrice della stessa canzone – in modo da accontentare più etichette nello stesso anno – potrebbe essere presa in considerazione, solo con la constatazione di una ripresa effettiva del mercato. Vi farò conoscere il meccanismo riguardante l’esibizione degli artisti nelle tre (o più) serate.
RadiocorriereTV n° 11 19/03/02