L’autore sono io

A cura di Renata Mallia

di Don Backy

Ecco l’epilogo della riflessione sulla paternità di Pregherò e Tu vedrai

Nelle tre puntate precedenti, ho narrato – senza gli orpelli che colorano i racconti – della creazione da parte mia, delle due canzoni Pregherò e Tu vedrai. In questa ultima vi parlerò delle conseguenze che l’annessione della musica dei due brani da parte di Detto Mariano e Ricky Gianco, portarono. Dunque: i due dischi veleggiano felicemente nei quartieri alti delle hit parades e l’entusiasmo – tra noi del Clan – era quasi una cosa concreta. Non durò molto però. L’editore Alberbach telefonò a Roma, per avvertirci che stavolta l’azzardo non avrebbe pagato. I due brani avevano regolari autori ed erano altrettanto regolarmente depositati in Siae. Ci invitava quindi a Roma onde cercare una via d’uscita a questo ginepraio. Nella sede della società editoriale furono prese le seguenti decisioni: Detto Mariano e Ricky Gianco avrebbero disconosciuto la paternità. Io avrei conservato la mia quale autore dei testi, in quanto tale e senza contestazioni. Avrei dovuto però (per regolamento Siae9, cedere all’autore straniero di Stand by me, la quota di 2/24simi (sui 4 riconosciuti dalla Siae al paroliere). Non solo, ma – al momento – si scoprì che esisteva (già depositato in Siae), un testo italiano di quel brano (niente a che vedere con Pregherò). Pertanto, della mia quota ufficiale già decurtata di 2/24simi, mi fu sottratta ancora una metà (1/24simo), da destinare (come da regolamento Siae) all’ignaro autore che mi aveva preceduto. Così a me – destinatario iniziale di 8/24simi – non rimaneva che quel miserabile 1. Fu però stabilito (in un documento sottoscritto da tutti), che – per quanto riguardava la canzone Don’t play that song / Tu vedrai – Ricky Gianco conservasse una quota dei proventi, da suddividere semestralmente con gli altri aventi diritto. E poi capita che alcune sere fa (17/02/01), mi imbatta in un’intervista di Gianco a Serata pop su Raidue, dove – il nostro eroe – stigmatizzava con sottile ironia, il comportamento di certi accomodanti firmatari di canzoni, i quali dimenticherebbero poi di versare il dovuto ai veri autori. Ma davvero? Gli ricordo allora che questa dimenticanza deve aver colpito anche lui. Io non ho mai visto un soldo di quei denari incassati da Ricky con Tu vedrai, che avrebbe dovuto dividere con noialtri aventi diritto e che pure non saranno stati pochi. Ora che gliel’ ho rammentato, mi aspetto che voglia provvedere, sì da non mettersi sullo stesso piano di quelli dei quali sottolinea la scarsa integrità morale. E no! Danneggiato e beffato, no! Rischierei di innervosirmi davvero… Concludo: per alcuni la dignità è poca cosa. A me si lasci almeno quella. Se non altro, mi consentirà di poter parlare di questi fatti a testa alta e – senza tema di smentite – affermare che l’autore di Pregherò e Tu vedrai. Sono io!

RadiocorriereTV n° 10 6/3/01