IPCC: Report 2021 sul Cambiamento Climatico
IPCC: Report 2021 sul Cambiamento Climatico
In questi giorni è stato rilasciato in tutto il mondo il nuovo massiccio rapporto sul clima a cura dell’IPCC.
Se il vostro primo pensiero è quello di immaginare una serie di notizie catastrofiche, beh… dobbiamo cominciare dandone invece una buona: non c’è niente di nuovo in questo rapporto!
Esatto, non ci sono nuove bombe delle quali non fossimo già a conoscenza. Ci aspettavamo praticamente tutto quanto è stato rimarcato anche in questa nuova edizione del Report.
Stiamo già vivendo da tempo, infatti, molteplici effetti del cambiamento climatico: questo rapporto conferma una volta di più ciò che la Scienza e la nostra esperienza quotidiana ci hanno detto che sta accadendo.
L’IPCC Report 2021 contiene diverse migliaia di pagine di ricerca, compilate da centinaia di scienziati che dicono esattamente come appare il clima della Terra in questo momento e che cosa potrebbe riservarci il futuro.
Dobbiamo dirlo, la buona notizia di cui sopra scompare di fronte a quanto abbiamo letto più nel dettaglio: il report non rappresenta una lettura ottimistica, ma è decisamente impressionante se teniamo conto che è il frutto di una collaborazione tra ben 196 nazioni membri dell’Intergovernamental Panel on Climate Change e si propone come elemento più aggiornato e definitivo sulla crisi climatica.
Il contenuto rilasciato recentemente è il 6° “Assessment Report” dedicato specificamente alle basi della Scienza fisica. Nel 2022 i ricercatori dell’IPCC pubblicheranno altri due importanti sezioni dedicati all’impatto delle attività umane sul clima – per primo – e agli strumenti che dovremmo utilizzare per contrastare gli effetti del cambiamento climatico – per secondo.
Per approfondire…
Che cosa ci dice l’assessment Report dedicato alle Basi della Scienza Fisica da poco uscito?
Citando i punti più importanti del documento, vorremmo sottolineare questi aspetti:
L’IPCC ha utilizzato per la prima volta un linguaggio definitivo
Nel Summary for Policymakers, che rappresenta sostanzialmente il riassunto del lavoro complessivo dei ricercatori e che è stato approvato riga per riga dai 195 governi che hanno aderito alla formazione dell’International Panel, si utilizzano parole come “inequivocabile“. Inequivocabile perché ormai è definitivamente chiaro alla Scienza che sia stata l’influenza delle attività umane che ha riscaldato l’atmosfera, gli Oceani e la terra. Inequivocabile perché gli aumenti osservati nelle concentrazioni miste di gas serra sono inequivocabilmente causate dalle attività umane.
Questa scelta non casuale dei termini rappresenta un grosso problema perché normalmente l’IPCC si attiene ad un linguaggio più cauto, un linguaggio cioè che esprime ancora una certa misura di dubbio sulla perentorietà delle affermazioni rilasciate. Quando però uno o più dati risultano evidentemente definitivi allora non vi è più alcuna necessità di evitare di usare parole definitive: il Climate Change è causato dall’uomo e sta avendo un impatto enorme su tutti gli ecosistemi.
Questa informazione non è nuova, ma il fatto che sia siglata all’interno di un documento così importante e condiviso significa che i governi, dagli Stati Uniti alla Russia, dalle Isole Samoa al Giappone, hanno tutti approvato e siglato una serie concordata di fatti relativi alla crisi climatica, incluso chi l’ha causata e quanto sia grave il problema.
Lo ripetiamo, le informazioni contenute in questo nuovo assessment non portano niente che non conoscessimo già ma rappresentano una carrellata di ciò che sappiamo allo stato dei fatti o, più precisamente, la summa di tutta la letteratura scientifica pubblicata prima del 31 Gennaio 2021.
Ad esempio sappiamo che ogni decennio dagli anni ’80 in poi è stato più caldo del precedente e che, di conseguenza, la temperatura superficiale globale è aumentata di poco più di un grado Celsius dal 1850 a causa delle attività umane (per esempio i combustibili fossili bruciati).
Sappiamo anche che il cambiamento climatico causato dall’uomo sta confondendo il ciclo dell’acqua modificando i modelli legati alle precipitazioni, gli effetti delle tempeste, per arrivare fino a modificare i livelli di salsedine negli oceani.
Il cambiamento climatico è ovunque
Non esiste alcun luogo sulla Terra che sia esente dall’impatto del cambiamento climatico. Qualsiasi regione del pianeta sta già vivendo e sperimenterà sempre di più in futuro, i cambiamenti climatici.
Sotto quale forma si presentano questi cambiamenti climatici? La diminuzione dello strato di permafrost, neve, ghiacciai, calotte glaciali, laghi e ghiaccio marino artico aumenta in caso di temperature estreme. Si tratta di eventi che possono avere un impatto su tutto, dall’agricoltura alla salute umana, l’intensificazione dei fenomeni ciclonici tropicali e delle tempeste extratropicali, le inondazioni di fiumi, gli incendi, l’aumento delle precipitazioni complessive e l’aumento della siccità.
Gli estremi si combinano
La frase probabilmente più spaventosa che appare nel report sulle basi della Scienza fisica è:
Se il riscaldamento globale aumenta ancora un po’, gli eventi estremi con bassa probabilità nel clima passato e presente, diventeranno più frequenti e ci sarà una maggiore probabilità che eventi con intensità e/o durata si verificheranno con estensioni spaziali senza precedenti rispetto a quanto documentato in passato.
In questo scenario si prevede quindi la possibilità sempre più frequente che uno o due calamità di tipo anche molto diverso, possano abbattersi e incidere su uno stesso territorio contemporaneamente o uno dopo l’altro: per esempio un’ondata di caldo che si verifica in una regione che sta già affrontando la siccità o combattendo un enorme incendio seguiti da una violenta tempesta o da una terribile ondata di freddo subito dopo un’alluvione.
Per definizione, questi estremi erano propio estremi, cioè difficilmente si potevano verificare contemporaneamente o temporalmente molto ravvicinati uno all’altro. Quello che ci stanno dicendo gli studiosi dell’IPCC, dunque, è che gli eventi rari non saranno più rari e che mentre un evento estremo può mettere a dura prova i sistemi di gestione delle emergenze, le risorse e la risposta di tante comunità, aggiungerne un altro in breve tempo può essere devastante. In questo caso 1+1 fa molto più di due!
Ogni singolo grado conta!
Ciò che questo rapporto rende davvero chiaro è che c’è una grande differenza tra l’aumento della temperatura di 1.5 gradi o 2 gradi e oltre. Gli impatti e gli effetti del riscaldamento globale peggiorano ad ogni leggero aumento delle temperature. In questo periodo, per esempio, gli eventi di calore estremo si verificano quasi 5 volte più frequenti rispetto a quelli che si sono misurati storicamente, con un aumento della temperatura globale di 1.5° gli eventi saranno 9 volte più frequenti e con l’aumento di 2° lo saranno 14 volte di più.
Cosa dice l’ultimo preoccupante rapporto ONU sui cambiamenti climatici
Il commento di Andrea Moccia – Geologo e Divulgatore scientifico
Ok, la situazione non potrebbe essere peggiore. Ora che cosa facciamo?
Leggere il rapporto può essere sconfortante, contiene davvero molte cattive notizie che però non sono altro che la conferma di quanto riportato dalla comunità scientifica da anni. L’IPCC ha disposto tutto affinché l’umanità possa sapere. Questo non significa che siamo destinati ad un finale terribile: sappiamo come dovremmo rispondere ai rischi ambientali. Sin da quando l’uomo ha camminato per le vie del mondo siamo sempre riusciti a sostenerci e ad aiutarci a vicenda. Sappiamo perfettamente cosa dovremmo fare per ridurre le emissioni e anche se questo rapporto sottolinea che c’è solo una piccola piccola strada per poter raggiungere il risultato di ridurre l’innalzamento della temperatura globale entro la fine del secolo, la speranza non è ancora perduta.
Sebbene dovremo attendere il 2022 per avere la parte conclusiva del report, quella dedicata alle soluzioni da intraprendere per raggiungere gli obiettivi, la pubblicazione appena rilasciata rappresenta un importante punto di svolta dal quale partire per agire il prima possibile. Gli stati firmatari, tutte le 196 nazioni che sono rappresentate dall’IPCC, hanno firmato e quindi confermato che non esistono più dubbi sul fatto che sia stata l’azione dell’uomo a sconvolgere il clima che ci ospita.
A questa cruciale accettazione di colpevolezza, adesso deve corrispondere una altrettanto eccezionale risposta di impegni e di fatti che ci permettano di limitare al massimo i danni e assicurare ai nostri figli e nipoti un futuro il più possibile sereno, il più auspicabilmente vivibile.
La conferenza stampa di presentazione del nuovo Rapporto di Agosto 2021

