I nostri dubbi sulla “Cessione del Credito”

una pila di monete si riflette in ombra con la figura di un uomo perplesso

I nostri dubbi sulla “Cessione del Credito”

Il Decreto Crescita (Dl 34/2019) ha introdotto – con l’articolo 10, comma 3 – la possibilità di ottenere uno sconto sul prezzo della fattura per l’ecobonus: si tratta apparentemente di un’opportunità che si aggiunge alla cessione del credito d’imposta e che nasconde tutta una serie di controindicazioni.

Non fatevi ingannare dalle pubblicità dei grandi gruppi che vi stanno dicendo che grazie alla cessione del credito derivante dalle detrazioni fiscali potrete pagare l’impianto fotovoltaico la metà e la pompa di calore il 65% in meno.

Non è vero e non potrebbe esserlo.

Chiunque vi proponga di cedere loro il credito derivante dalle detrazioni fiscali a cui voi avreste diritto in 10 anni, in realtà ha prima ricaricato sul preventivo un margine che sta tra il 30 e il 35%.

Sapete che le aziende che acquisiscono il vostro credito lo recuperano in 5 anni nel caso dell’ecobonus ed in 10 anni nel caso delle detrazioni fiscali del 50%? Quale azienda potrebbe farlo senza rimetterci tutto il guadagno se non appunto, ricaricando preventivamente il costo del servizio? Alcune aziende poi girano il credito a fornitori terzi; ci sono istituti finanziari che stanno acquistando questi crediti dalle aziende…

Non credete che in questi passaggi, nella burocrazia che si viene a creare ad ogni step, nelle comunicazioni all’Agenzia delle Entrate, si vadano a perdere tutti quei soldi che in realtà sarebbero tutti vostri se solo decideste di tenere per voi le detrazioni seppur in 10 anni?

In pratica succede questo…

Lo sconto è più vantaggioso della cessione del credito perché per legge deve essere pari all’ammontare della detrazione. Ad esempio, per un cambio di caldaia agevolato da una detrazione al 50% con un costo di 1.000, lo sconto dev’essere pari a 500. Nel caso della cessione, invece, il corrispettivo può essere inferiore. Ad esempio, il contribuente potrebbe vendere il proprio credito d’imposta – dal valore nominale di 500 – per un importo di 450. Attenzione, però, alle illusioni ottiche: se chi propone lo sconto aumenta contemporaneamente il prezzo a 1.100 euro, il contribuente si troverà a sostenere lo stesso costo (cioè 550).

La situazione però può anche essere peggiore: nel caso il grande gruppo in questione ricarichi ancora di più sul prezzo iniziale, voi andrete a pagare gli impianti il 30-35% in più, perdendo quindi tanta parte dell’investimento nel quale avete creduto.

La nostra paura, quindi, è che con questo comma si vadano ad avvantaggiare i grandi gruppi e gli istituti finanziari, per i quali sembra quasi che la legge sia stata confezionata ad hoc.

Se volete informazioni più approfondite potete contattarci all’indirizzo mail
tg@generplus.it
oppure telefonare in orario d’ufficio al numero
0586 426973

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