L’anno della speranza, dell’impegno e dell’ambiente
Nessuno di noi, l’anno scorso di questi tempi, si sarebbe mai potuto anche lontanamente immaginare quello che avremmo vissuto nei mesi successivi. La pandemia ci ha trovati impreparati, non soltanto dal punto di vista sanitario, ma ancor di più per le rinunce e le restrizioni che hanno letteralmente cambiato il nostro modo di vivere. Non avremmo mai creduto a chi ci avesse raccontato che intere fette dell’umanità sarebbero state tutte contemporaneamente costrette al lockdown: la nostra libertà di movimento non era mai stata minimamente in discussione, neppure durante i terribili anni delle Guerre Mondiali.
Eppure è ciò che ci è successo: per un anno intero tutte le attività umane hanno dovuto riadattarsi a questa nuova realtà che stiamo cercando di circoscrivere e poi eliminare, ma che ci accompagnerà ancora per un po’.
Rinuncia e rassegnazione non sono accettabili. L’unico modo che abbiamo di superare tutti insieme questo shock è rilanciare. Per questo crediamo che l’anno che verrà debba essere quello della speranza, dell’impegno e della lotta ai cambiamenti climatici.
Se c’è una cosa che la pandemia ci ha insegnato, è che non possiamo più demandare ad altri i problemi di sovraffollamento, surriscaldamento globale, deregulation nella produzione e nei consumi ma dobbiamo sentirli come nostri, da affrontare immediatamente. L’ambiente in cui viviamo è sempre più malato per la nostra scarsa capacità di proiettare nel futuro scelte sostenibili.
Non possiamo più permetterci di avere tutto e subito, ma possiamo appoggiarci alla ricerca, alla tecnologia e a tutte le realtà che già operano nel rispetto dei criteri di protezione dell’ambiente, per imprimere finalmente un passo deciso verso la transizione energetica e dei consumi.
Sotto alle ceneri di questi mesi difficili ci sono un numero incredibile di realtà che stanno costruendo un domani sostenibile. A confortarci ci sono tante notizie (per esempio queste) che sembrano puntare decisamente al cambiamento necessario: le grandi major petrolifere che hanno avviato un deciso processo di mutazione; l’apporto crescente delle rinnovabili alla quota di energia necessaria per le nostre attività; un rinnovato interesse degli stati nazionali a condividere scelte cruciali per tutti. Guardando all’Italia pensiamo anche solamente all’introduzione del Superbonus edilizio al 110%: un’iniziativa del genere non è mai stata proposta nel nostro paese. Stiamo parlando di un’opportunità incredibile, sopratutto se il provvedimento fosse prolungato fino al 2023, di risolvere in gran parte le enormi carenze del panorama edilizio nazionale, di rilanciare il lavoro, di favorire un approccio a grande impatto sulle tecnologie sostenibili. Pensiamo anche alle importantissime novità normative sulle Comunità energetiche che finalmente potranno diventare una realtà anche nel nostro paese, permettendoci di condividere e scambiare l’energia prodotta gratuitamente dal sole.
Gli stati firmatari degli accordi internazionali rimangono in forte ritardo sui programmi di cui si eravano dotati per limitare gli effetti dei cambiamenti climatici, ma è cresciuta enormemente, a livello globale, la percezione dell’importanza di una svolta decisiva e condivisa.
Il pianeta, che sia attraverso un coronavirus che trova le condizioni ideali per aggredire l’uomo o che lo faccia mettendoci in ginocchio con siccità, inondazioni, scioglimento dei ghiacci, acidificazione degli oceani, ci sta testimoniando che le nostre vite sarebbero messe ancora più in difficoltà, dovessi continuare ad ignorare tutti quei preoccupanti fenomeni.
Dunque la speranza di cambiamento è alimentata non soltanto data dai molti dati positivi che supportano l’ipotesi di riuscire ad invertire la presenza di sostanze nocive nell’aria che ci circonda, così come circoscrivere il disastro degli ecosistemi a rischio, ma anche e soprattutto dagli effetti di ciò che è avvenuto nelle nostre vite negli ultimi mesi: la perfetta dimostrazione che siamo in grado di compiere sacrifici impensabili fino a poco tempo fa.
I sacrifici che dovremo ancora affrontare hanno finalmente un segno positivo che ci spinge a chiamarli “impegni”. Gli impegni che ci aspettano potrebbero cambiare il nostro mondo, percepiamo la volontà dei più di intraprendere rapidamente questa strada.
Non stiamo parlando di qualcosa di futuribile: la conoscenza e le tecnologie che ci servono per agire sono già in gran parte a nostra disposizione. Dobbiamo soltanto ricordare che le sfide che il pianeta ci impone sono globali e che quindi non possiamo permetterci di rispondere ognuno per conto proprio.
Insieme, con energia, pazienza, creatività, voglia, possiamo dare vita ad una sorta di nuovo rinascimento che profumi di progresso, ma anche di loungimiranza, pragmaticità e serietà.
Per questo la dirigenza e tutto lo staff di Generplus srl, augurano a voi e alle vostre famiglie un anno di speranza, di impegno e di amore per l’ambiente. Noi saremo sempre al vostro fianco per compiere insieme un tratto del percorso verso la transizione energetica sostenibile, il risparmio e un futuro più stabile e sereno.

