A ruota libera

A cura di Renata Mallia

di Don Backy

Pensieri in libertà, in un mestiere che mi porta anche fuori del pentagramma

Questa volta voglio andare a ruota libera, saltando ‘di palo in frasca’, tra vari argomenti che mi interessano. Comincerò improvvisando sul fatto di non aver mai considerato questo mio ‘mestiere’, come una missione. Lascio questa incombenza a cantautori (che non sono solo quelli che fanno ‘politica’), altrimenti dovremmo degradare grandi personaggi come Bindi e Modugno o Aznavour o Tenco ( il quale ha dato il suo nome ‘al premio Tenco’, che vede omaggiati i più significativi rappresentanti del genere ‘impegnato’). Ciononostante, ritengo che – attraverso le canzoni – si possa raggiungere la sensibilità delle persone e riuscire a dire con la nostra voce, quelle parole che forse – chi ascolta – avrebbe voluto dire, raccontando loro il mondo, con la poetica necessaria a raggiungere le loro corde emozionali e a farle vibrare. Come autore mi sono sempre collocato in una dimensione che sta tra il Modugno poeticamente popolaresco e il Paoli dalla lirica un pò più ‘sofisticata’ (pur privilegiando altre tematiche). Oggi – per esempio – mi è venuta voglia di valutare il mio rapporto in questo senso e lo faccio estrapolando dagli altri, alcuni brani – magari misconosciuti – ma significativi, analizzandone il contenuto. Noto che ciò che colpisce nei miei testi, è questa voglia sempre accesa di sognare, di immaginare. Mi chiedo quindi se la poesia (sottoforma di canzone), può bastare per parlare alle diverse sensibilità e aiutarle a ‘resistere al mondo’ e se questa è la strada migliore per farlo o ci vuole altro. Penso che se la poesia viene praticata e valutata senza pregiudizi legati a un volgare malinteso giovanilistico o paludata di orpelli politi, credo possa contribuire. De resto, le tematiche che solitamente tratto, mi estrapolano da un tempo collocabile con precisione (Poesia, L’amore, L’immensità, Sognando, Fantasia, L’artista, Terra, Sulla strada, Immaginare, Il pianeta del sole, ) inquadrandomi in un contesto poetico diverso dalle non disdegnate ‘labbra da baciare’ e ‘capelli da accarezzare’, nel contempo parlando comunque d’amore (universale). Con Terra posso aver dato l’impressione di aver maturato un rapporto contraddittorio con la natura. Infatti vi si legge una sorta di amore-odio verso di essa. Ma – con un pò più di attenzione- si può arrivare a ‘sentire’ che ‘la tirata d’ orecchi è per l’uomo che la abita e che la sta distruggendo. Il pensiero poetico contenuto nella canzone, è il seguente: Dovremmo essere in grado – attraverso la natura – di comprendere la vastità del creato, che noi “formiche che si gonfiano di boria sotto il piede della morte” ( da: Il pianeta del sole), vorremmo stupidamente dominare per il nostro miserabile tornaconto.

RadiocorriereTV n° 26 2/7/02