Il Ministero della Transizione Ecologica: c’è chi sorride a questo dicastero, perchè?
Il Ministero della Transizione Ecologica.
C’è chi sorride a questo dicastero, perchè?
Bollettino Green n.2
Con l’arrivo del nuovo Governo guidato da Mario Draghi esordisce in Italia la figura del Ministero della Transizione Ecologica, dicastero che è già stato sperimentato da nazioni a noi vicine come la Francia e la Spagna e che sarà guidato nel nostro Paese da Roberto Cingolani.
Non è nostro interesse entrare in profondità ad analizzare le questioni e gli eventi che hanno portato alla nascita di questa nuova compagine governativa, quanto soffermarci in particolare sulle opportunità che potrebbero svilupparsi grazie all’istituzione di questo dicastero, così come andare ad analizzare perchè moltissime persone, anche importanti personalità del mondo della politica italiana, hanno quasi deriso questa innovazione, prima ancora di capire se e come verrà attivata.
Partiamo da uno spunto polemico. L’Italia ha aderito con slancio agli accordi di Parigi di COP21, poco più di 5 anni fa. Al di là dei proclama e di alcune iniziative legislative slegate però da un contesto in grado di pavimentare la strada per un lungo cammino verso il cambiamento, il nostro Paese, a dirla tutta insieme ad un folto gruppo di altre nazioni firmatarie, ha fatto davvero molto poco fino ad oggi.
Se ci fermiamo ad ascoltare con la mano all’orecchio è ancora possibile udire l’eco degli ultimatum che gli scienziati di tutto il mondo ci avevano implorato di non ignorare. Beh, come sono andate le cose lo sappiamo tutti benissimo, soprattutto dopo la sfortunata parentesi del Governo Trump che ha visto la nazione democratica più influente del mondo abbandonare il pool di nazioni firmatarie degli accordi. Tutti questi anni sono andati quasi esclusivamente persi, se si escludono interventi a macchia di leopardo o lodevoli iniziative d’impresa e di tecnologia affidate però semplicemente a gruppi di imprenditori illuminati, senza che a seguirli vi fosse un programma organico, sistemico, lungimirante.
Eppure, tra il sogno di rinascita ambientale ed il presente, c’è stata anche questa inaspettata evenienza di una pandemia che ha paralizzato il mondo. Quello che ci sta capitando anche oggi, e chissà ancora per quanto tempo, avrebbe dovuto rappresentare un ulteriore campanello d’allarme. Le sorti dell’umanità – non del pianetà, ricordiamolo – sono vicine ad un punto di non ritorno. Il combinato composto di ciò che ci attende per affrontare e risolvere l’intricato labirinto di problemi legati all’uso che facciamo del nostro pianeta, così come della sfida globale che ci è stata lanciata dalla pandemia da Sars-Cov-2, avrebbe dovuto spingerci sempre di più ad un’azione comune: a sfide globali si può rispondere seriamente soltanto in maniera globale. Invece continuiamo a muoverci ancora in ordine sparso. Parcelliziamo il nostro intervento sull’ambiente, la salute, l’economia, il lavoro, come se ognuno di questi e altri importantissimi ambiti vivesse all’interno di una scatola chiusa e non comunicante.
Di più. Ogni qual volta si è provato a compiere scatti in avanti, così come speriamo stia succedendo con la nascita del Ministrero per la Transizione Ecologica, si comiciano ad udire, forti e per primi, gli scherni di chi per difesa della propria fazione politica o per mero cinismo, non riesce a sputar niente di serio dalla bocca se non una battuta di scherno.
Perchè? Davvero… perché?
Non è già abbastanza complessa la situazione, non sono già così troppi gli anni di ritardo, da consigliare a tutti di rimboccarsi le maniche e trovare le soluzioni più idonee a mitigare lo stato delle cose?
A chi giova una polemica sterile, aprioristica, distruttiva, quando in ballo ci sono la salute, la sopravvivenza e la sostenibilità del mondo che stiamo lasciando ai nostri figli e nipoti?
Noi saremo critici osservatori di quanto sarà proposto dal Ministero diretto da Cingolani e dal meccanismo grazie al quale quello e altri ministeri chiave potranno fare in una sinergia che sembrerebbe favorita da un meccanismo di leve più agile. È questo quello che dovrebbe fare un cittadino attivo: proporre, controllare e se serve criticare, fornendo magari anche spunti di attenuazione o di soluzione dei problemi.
Ridere non è contemplato. Non è il periodo giusto, l’effetto che fa una risata oggi, su questi temi, è lo stesso che si otterrebbe ridendo senza freno ad un funerale.
Torneremo sull’argomento ma intanto, nell’attesa di conoscere più nel dettaglio come si organizzerà in Italia l’attività di questo nuovo Ministero, vi consigliamo questo articolo a cura di GreenMe per capire quali differenze ci sono con il vecchio Ministero dell’Ambiente e come è stato utilizzato fino ad oggi in Francia e in Spagna.
A testimonianza di quanto sia lungo e periglioso il percorso, per tutti gli Stati del pianeta, vi segnaliamo anche questo articolo del Guardian dove si racconta di come una Corte di Giustizia di Parigi abbia condannato lo Stato francese per non aver affrontato la crisi climatica: il Governo di Macron è stato riconosciuto colpevole di mancato rispetto dei suoi impegni per la lotta al riscaldamento globale. Una condanna simbolica? Può darsi, ma spesso sono i simboli a motivare il cambiamento.
Leonardo Vannucci
TGenerplus LIVE – Puntata Zero
Altre News

Tra le altre News che vi segnaliamo oggi con il Bollettino Green, c’è questo articolo interessante, curato da Business Insider Italia, dove si parla della Green Economy come grande bacino di opportunità di lavoro. Ve ne abbiamo parlato molte volte, con la consapevolezza imprenditoriale che abbiamo acquisito e che ha visto crescere moltissimo anche la nostra azienda in questi lunghi e importanti anni di lavoro. L’articolo cita alcune professioni in particolare, tra quelle che secondo gli estensori, saranno le più ricercate ed ambite del settore.
Coal generation fell in all of Europe’s top #coal countries in 2020.
🇩🇪 -22%
🇵🇱 -8%
🇨🇿 -15%
🇮🇹 -24%Across the EU-27, coal generation fell by 20% in 2020 and has almost halved since 2015. https://t.co/6HkFZumsKU pic.twitter.com/EFeE9hbc8u
— Ember (@EmberClimate) January 27, 2021
Chiudiamo questa edizione del Bollettino Green con questo bell’editoriale a cura di Valigia Blu, dove vengno presentati i dati che dimostrano come, nel 2020, le energie rinnovabili abbiano superato i combustibili fossili: per la prima volta sono la principale fonte di elettricità dell’Unione europea. Perchè è importante affrontare la polemica come nel nostro articolo di oggi, ma sempre continuando a sottolineare quelle che invece sono le notizie felici e le pratiche eccellenti. L’articolo, come è giusto fare quando si vuole fare Scienza e non Fantascienza, è corredato di dati e fonti di apprfondimento.

